La desocietà sconnessa e violenta del XXI secolo – di Larolla

 

All’Università mi capitò di leggere un bellissimo saggio di Eric Hobsbawn sul nostro primo Novecento Il secolo breve, così definito perché in meno di 50 anni, dal 1914 al 1945, il mondo fu devastato dal nichilismo di due lunghe guerre senza precedenti, dato l’impiego di armi di distruzione di massa, e dalla violenza dei totalitarismi.

A quelle catastrofi, in gran parte del mondo occidentale, seguì la rinascita di una società civile dalle ceneri del crollo degli imperi, basata su istituzioni democratiche e destinata, con alti e bassi, a caratterizzare gli anni a venire.

Ma se guardo al nostro mondo oggi, come è diventato, dopo la rivoluzione digitale e i suoi “Diktat” ormai in ogni ambito della nostra vita, dietro un’apparenza di libertà, sempre meno credibile, almeno per chi è nato analogico, mi accorgo di quanto anacronistica e non più esaustiva sia la lettura di Hobsbawn per il nostro tempo.

Allora, dalle guerre prendeva vita una nuova società civile, oggi dalla pseudo democrazia del digitale va velocemente nascendo un’obsoleta forma di desocietà di sapore oscurantista e feudale.

In questa società “di facciata” o desocietà, i valori essenziali della convivenza sono stati polverizzati in nome di un individualismo narcisista e sfrenato e così i legami essenziali che avevamo con il mondo naturale e persino con gli animali che vengono abbandonati quando stancano o addirittura torturati.

In questa presa di distanza dalla civiltà, ben orchestrata e imposta dall’alto, ogni giorno è guerra, non sul campo di battaglia ma nelle strade, nelle case, in rete. L’altro è un oggetto da sottomettere e bullizzare a piacimento con l’applauso dei like. Mandiamo giù quotidianamente “bocconi di ultraviolenza” che solo dieci anni fa ci avrebbero fatto inorridire e reagire in qualche modo.

Ma ci hanno assuefatto anche a questo. Creare una desocietà di tristi, di violenti, di indifferenti fa comodo ad un certo tipo di Potere e in meno di dieci anni l’hanno saputo fare così bene che ancora continuiamo a confidare nelle opportunità e a credere di essere liberi e connessi…

 

Articolo di Larolla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.