“Nel presente si cela sempre quell’ignoto la cui apparizione potrebbe mutare tutto: questo è un pensiero che dà la vertigine ma che consola”
Hofmannsthal, Il libro degli amici
Meglio rischiare o piuttosto rimanere dove si è? A mio avviso la capacità di osare è la vera, autentica forza dell’essere umano. Osare significa vivere. Il rischio è il pepe dell’esistenza, il germe dell’innovazione, l’incontro con l’ignoto, con il nuovo, con qualcosa di diverso.
Come affermava la filosofa e psicoanalista francese Anne Dufourmantelle, nel suo saggio Elogio del rischio, “una vita senza rischio è una vita mutilata”. Nella sua visione, l’essere umano si completa solo nella sua esposizione al rischio, perché è lì che può emergere il desiderio autentico, la volontà profonda di costruire, di creare, di scegliere. Concordo assolutamente quando nelle sue pagine si legge che osare è un atto vitale, non una scelta eroica o eccezionale. Osare non significa essere incoscienti ma significa avere il coraggio di spingersi oltre… di abbandonare l’eccesso di certezze e di comfort, di non accontentarsi del dato ma di trasformarlo. E per fare questo, occorre abbracciare e accettare l’incertezza come parte integrante del futuro e della vita stessa.
Articolo di Larolla
